BESTIARIO: ATELIER DI MASCHERE E TRASFORMAZIONE / NARRAZIONE PER IMMAGINI E CORPI
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso / Palazzina di Caccia di Stupinigi, 2022-2023

Bestiario è un percorso artistico ispirato agli animali e al loro rapporto naturale e simbolico con l’umanità, in un’ottica di riappropriazione di corpi, luoghi e relazioni resa ancor più urgente successivamente al vissuto di pandemia. Attinge alle tradizioni storico-artistiche dei siti che lo ospitano per attivare un processo creativo con tecniche di arteterapia totalmente inclusivo (dedicato a varie tipologie di pubblico) e infine restituirlo con azioni performative dal linguaggio contemporaneo che coinvolgono le comunità e il territorio.

Bestiario si colloca nei punti di incontro tra storia dell’arte e creazione contemporanea, tra fruizione e pratica artistica per la comunità, tra salute come benessere bio-psico-sociale e attività culturali.

I luoghi dedicati sono principalmente due beni dell’Ordine Mauriziano: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, con la sua identità medievale in cui gli animali sono parte integrante, oltre che dei cicli decorativi, anche dei rituali e dell’immaginario sacro, e la Palazzina di Caccia di Stupinigi, luogo di loisir della corte, sede di cerimoniali venatori e serraglio di animali esotici.

Il progetto si rivolge a questi spazi non soltanto come affacci sul passato, ma come sedi di attività significative per le comunità, cercando una rilettura in chiave contemporanea delle loro bellezze: luoghi di cura del corpo e dello spirito, luoghi di conoscenza e in cui tessere rapporti sociali.

Il concetto chiave, intorno al quale la proposta sui due luoghi si articola, è dunque un focus sul regno animale, inteso come specchio dei nostri aspetti più profondamente umani: le virtù, le vulnerabilità, le pulsioni, la cattività e la libertà.

Atelier di Maschere e Trasformazione

Le due sedi – Ranverso e Stupinigi – ospitano per Bestiario dei percorsi dedicati a un pubblico adulto, nell’ottica della massima inclusività, durante i quali, a partire dalla conoscenza dei luoghi e dei loro contenuti, si intraprendono processi creativi personali di realizzazione di maschere di animali.

Una maschera nasconde per rivelare: inventando la nostra possiamo contattare ed esprimere parti profonde di noi. Artificio, stranezza, rovesciamento delle consuetudini: una maschera può mostrare la nostra anima più autentica proprio grazie alla sua eccezionalità e alla sua capacità di comunicare simbolicamente in modo immediato e accessibile.

Gli animali – esistenti o fantastici – ci riconducono alla nostra dimensione più spontanea e istintuale, preconizzano qualità ideali in cui rispecchiarsi, oppure esorcizzano aspetti più conflittuali e complessi dell’esistenza umana. Per questo rappresentano elementi personali e archetipici importanti per l’autoconsapevolezza e l’espressione, offrendo una strada privilegiata per dialogare con il sé più profondo.

Al termine del laboratorio i partecipanti offrono una restituzione pubblica dell’esperienza con un happening in cui indossare le maschere e abitare gli spazi ospitanti.

I percorsi sono condotti dalla storica dell’arte Serena Fumero, per quel che riguarda lo storytelling  dei due siti in “collisione” con l’argomento chiave, e dall’esperta in artiterapie Elena Maria Olivero per quanto riguarda la pratica introspettiva ed espressiva. 

L’esperienza coinvolge quindi l’approfondimento culturale, la narrazione, la creazione con i materiali artistici, l’espressione corporea come fondamentale passaggio nella presa di contatto con il mondo emozionale e poetico di ognuna e ognuno e, naturalmente, la messa in scena. 

Narrazione per Immagini e Corpi

A partire dagli incontri e dalle creazioni che vedono la luce nel corso degli atelier, il progetto prevede la produzione di un vero e proprio spettacolo che si articola in modo integrato in: 

  • un racconto sul ruolo degli animali negli immaginari simbolici collettivi e personali, attraverso voci narranti e la proiezione scenografica di immagini;
  • azioni poetiche che attingono al linguaggio della danza contemporanea e del teatrodanza, coinvolgendo i partecipanti ai precedenti percorsi e le loro maschere;
  • forme di interazione con il pubblico che in modo guidato lo includono nell’esperienza anziché relegarlo a una fruizione passiva.

Lo spettacolo è a sua volta portato in scena alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, ma è replicabile in diversi spazi culturali, teatrali e naturali.

L’idea è quindi quella di far confluire un’esperienza creativa di comunità nella realizzazione di una messa in scena spettacolare che ne valorizzi il percorso, connettendo storia, territorio, comunità e vita contemporanea.

Bestiario è un progetto della “è”, a cura di:

  • Serena Fumero, storica dell’arte
  • Elena Maria Olivero, arteterapeuta e performer

In collaborazione con:

  • La Piattaforma. La Città Nuova – Natura, paesaggio e riti nella danza contemporanea di comunità, di Didee e Filieradarte Torino.
  • Art Site Fest
  • Fondazione Ordine Mauriziano
  • Artemista snc
  • Le incredibili storie
  • Comune di Buttigliera Alta

 

Scatto di Andrea Tasca.