ORIZZONTI PROSSIMI
Danza, luoghi e comunità

{ La Danzaterapia come strumento di cura di sé, della comunità e del territorio, anche in un’ottica di riappropriazione e ripensamento dei corpi, delle relazioni e dei luoghi durante e dopo la pandemia, nella costruzione di un futuro sostenibile. }

Evoluzione del progetto Dancing in the Park, dedicato in particolare a persone con il Parkinson, Orizzonti Prossimi mantiene lo spirito inclusivo nei confronti delle persone con fragilità aprendosi a tutta la popolazione. Il vissuto di pandemia ha messo infatti ancora di più in luce quanto la fragilità, del corpo e dell’anima, appartenga a tutti.

La Danzaterapia integra la promozione della salute fisica a quella della salute mentale. Propone una pratica motoria dolce, personalizzabile e adatta a tutti indipendentemente dalle abilità, incluse le persone anziane e le persone con disabilità. Attraverso il movimento permette di accedere alle emozioni, per riconoscerle, esprimerle, condividerle e trasformarle, offrendo prevenzione e sostegno rispetto a varie forme di disagio.

Il progetto vuole creare occasioni di pratica per i cittadini dei territori, offrendo uno spazio e un tempo dedicato, aperto e costante ai gruppi e ai singoli che vorranno beneficiarne. Particolare attenzione sarà data a programmi rivolti ai bambini, agli adolescenti e agli anziani, nonché a momenti di scambio intergenerazionale. I luoghi scelti per l’attività dovranno essere significativi per la comunità, valorizzando così l’esperienza del territorio da parte delle persone, grazie alla pratica artistica condivisa.

Danza per la promozione della salute a trecentosessanta gradi, dunque, così com’è intesa dall’OMS: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia. Il vissuto collettivo legato alla pandemia, con le condizioni di preoccupazione, isolamento e inattività che ha imposto e le sue ripercussioni sulla salute fisica e mentale, diventa materia specifica su cui lavorare per riaccompagnarci al movimento nella sua accezione non solo funzionale, ma anche e soprattutto emotiva, comunicativa, relazionale.

Il progetto Dancing in the Park nasce a Torino come costola di E-Motus, il percorso di Danzaterapia offerto alle persone con Parkinson e ai loro familiari, con l’intenzione di creare una continuità fra gli interventi che legano l’ambito artistico e culturale a quello della cura della persona, della società e dell’ambiente.

Dopo aver constatato l’apprezzamento e la collaborazione da parte dei partecipanti e degli enti ospitanti (come la GAM di Torino, Il PAV – Parco Arte Vivente e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) si è pensato di rendere più aperta l’attività svincolandola dal solo ambito del Parkinson – che è rimasto comunque parte integrante dell’iniziativa – coinvolgendo gruppi più eterogenei che includano persone con disabilità diverse, anziani, famiglie, giovani, operatori, danzatori o artisti e chiunque abbia il desiderio di esserci. Il concept specifico è diventato quello di “fare comunità” incontrandosi in un contesto stimolante attraverso un linguaggio universale come la danza. Quest’arte è infatti in grado – attraverso la comunicazione non verbale e il legame con la musica – di amplificare gli aspetti emozionali dell’esperienza e arricchirla di significato.

Con l’avvento della pandemia da Covid 19 – che dolorosamente ha visto la sospensione o il ripensamento delle attività di gruppo, motorie e culturali – abbiamo pensato a un nuovo progetto di danza inclusiva e accessibile che tenesse conto del vissuto collettivo traumatico legato alla mancanza di prossimità fra corpi, così preziosa nella danza come nella vita. “Abbiamo chiesto a noi stessi il salto mortale di essere vicini allontanandoci e di proteggerci separandoci”, racconta alla trasmissione radiofonica La Cura lo psicoanalista Vittorio Lingiardi, mettendo a fuoco il vissuto difficile di questi mesi e nello stesso tempo la necessità di trovare soluzioni per tenere insieme – anche all’interno di questa inedita contraddizione – salute e relazione.

Con Orizzonti Prossimi vogliamo:

●  Offrire occasioni per incontrare i luoghi significativi del territorio in modo interattivo e creativo, come spazi da abitare e valorizzare.
●  Far conoscere o approfondire la pratica dell’arte della danza, nel suo linguaggio contemporaneo, come strumento di ricerca espressiva accessibile a tutti e utile all’evoluzione personale e alla coesione sociale.
●  Valorizzare il legame delle persone con l’ambiente sociale e culturale, lavorando con attori qualificati nel campo della cultura e dell’inclusione sociale del territorio.
●  Ampliare l’offerta di attività motoria dolce per le persone anziane o con disabilità attraverso una formula che coniuga il movimento all’espressione artistica, alla socialità, alla fruizione del Patrimonio, alla valorizzazione dei luoghi del quotidiano.
●  Portare il corpo al centro di una forma di elaborazione collettiva del vissuto di pandemia, indagando nuove prossimità possibili, in un orizzonte futuro di maggior cura fra le persone e verso l’ambiente che condividiamo.

Il progetto è a cura di Elena Maria Olivero, danzaterapeuta, arteterapeuta, formatrice e artista.

Coordinamento:
Izabela Smela, sociologa e progettista culturale / Associazione “è” – arte, formazione, cura.
Progettazione e conduzione:
Elena Maria Olivero, Danzaterapeuta Clinica, formatrice, artista.
Camilla Viscito, Danzaterapeuta Clinica, sociologa, educatrice.