Con la sua trasformazione e la neonata apertura verso progetti che riguardano l’ambito della cura, “è” diventa promotrice del progetto E-Motus.

Nato all’interno della formazione triennale in Danzaterapia Clinica presso Lyceum Academy di Milano e sviluppato a Torino, in collaborazione con Associazione Italiana Parkinsoniani / Amici Parkinsonani Piemonte, il progetto propone l’applicazione della metodologia nell’ambito della malattia di Parkinson.

LA DANZATERAPIA è una pratica a mediazione corporea e a mediazione artistica che ci mette in contatto in modo diretto e autentico con il nostro mondo interiore: per conoscerlo, esprimerlo, valorizzarlo e trasformarlo attraverso il movimento poetico.
Attiva le risorse creative di ognuno come strumenti di consapevolezza e autodeterminazione, favorendo un processo di fioritura personale.

NEL PARKINSON propone una delicata stimolazione a livello sia motorio sia emotivo in una patologia caratterizzata proprio da disturbi che coinvolgono queste due sfere, intervenendo sui modi in cui si influenzano reciprocamente per esplorare dinamiche alternative e possibilità nuove.
Coinvolge aspetti funzionali, cognitivi e psicologici per portarli verso un reciproco sostegno, contribuendo a un maggior benessere psicofisico.

La proposta è ideale per chi affronta in prima persona la malattia, ma anche per chi vi si rapporta quotidianamente nella relazione affettiva e di aiuto (familiari, caregiver e operatori).

I percorsi possono essere di gruppo, di coppia o individuali.

 

Al lavoro svolto in questi anni si è recentemente affiancato il parallelo progetto Dancing In The Park: appuntamenti periodici di incontro con la comunità e con il patrimonio paesaggistico e culturale attraverso la danza, esterni al setting terapeutico e aperti a tutti, ospitati finora dalla GAM di Torino, il 15 settembre 2018 (in collaborazione con AIGP), dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il 20 febbraio 2019, e dal PAV – Parco Arte Vivente, il 7 giugno 2019.
Con questa inziativa si crea un ponte fra Danzaterapia – un percorso intimo e protetto – e Danza di Comunità – legata a una consapevolezza collettiva – nell’ottica di una continuità fra gli interventi che legano l’ambito artistico a quello della cura della persona, della società e dell’ambiente.

L’intero progetto è a cura di Elena Maria Olivero, danzaterapeuta clinica e sta coinvolgendo una rete di altri professionisti interessati all’applicazione.

Link utili: